’ideatore
del Santuario d’Assisi deve senza dubbio identificarsi
con Frate Elia, discepolo diletto di San Francesco, di cui
fu anche Vicario, e ,più tardi, secondo Ministro Generale
dell’Ordine Francescano. Egli si adoperò con
molta energia affinché tutti i frati dell’Ordine
concorressero a realizzare la grandiosa Basilica voluta dal
Sommo Pontefice e dalla Chiesa tutta per onorare la santità
del Poverello.
Pure favole nate dalla fantasia ribelle dei cosiddetti Spirituali
del secolo XIV sono i contrasti tra Elia e gli altri discepoli
di San Francesco a causa della grandiosità di questo
sacro edificio. L’infondatezza storica di queste e simili
calunniose narrazioni è oggi ufficialmente stabilita.
Frate Elia viene, per di più, supposto anche quale
architetto della duplice chiesa e della parte più antica
del convento. Non accettano questa attribuzione coloro che
vedono nella costruzione della basilica più architetti
successivi, negando anche ogni valore, perché troppo
tardiva, a una indiretta testimonianza dell’annalista
francescano fra Mariano da Firenze (1553).
Ma le strutture di tutto l’edificio sembrano essere
state terminate nel 1239; d’altra parte sappiamo che
Frate Elia fu dimesso dalla carica di Generale da Gregorio
IX proprio nel 1239, cosa che non sarebbe avvenuta se la costruzione
della basilica assisana non fosse stata a quella data già
integrata.
Quanto poi alla testimonianza di Mariano da Firenze, la possiamo
affiancare con quanto due secoli prima, nel 1365-69, scriveva
Arnaldo da Serrant nella sua cronaca redatta sulla base di
tutte le fonti anteriori: che frate Elia fu deposto “a
causa degli eccessi commessi nell’edificare la Basilica”
d’Assisi, e ciò avvenne solo “dopo che
ebbe condotto a termine (perfecit) in Assisi quella duplice
chiesa con campanile”.
Scaturì dunque questo primo capolavoro dell’architettura
gotica italiana dall’arte geniale di Frate Elia. Più
tardi la malignità di alcuni fanatici figli di San
Francesco gli rinfacciò questa arte come tradimento
dell’ideale francescano. Esso è un monumento
di pietà innalzato al Poverello, quasi un riflesso,
in seno alla chiesa terrena, della gloria a cui Dio ha elevato
il suo umile Servo nella Chiesa celeste. I figli di san Francesco,
i Frati Minori Conventuali, che da oltre sette secoli vivono
all’ombra di questa chiesa, sono sempre restati quali
Frate Elia li volle: fedeli figli di San Francesco e semplici
ospiti di un edificio appartenente alla Santa Romana Chiesa,
umili servi che prestano la propria opera per lo splendore
delle officiature con le quali la Chiesa tutta intende onorare
il loro Serafico Padre.
Gherard Ruf
O.F.M.CONV